trifoglio ape


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Malattie

Varroa
Malattia endemica delle api, è un acaro parassita che vive sopra le api; con 30 acari a gennaio in un alveare, ne troverò circa 2.000 a luglio agosto (momento di massima espansione della varroa col minimo di covata) quantità ancora tollerabile per una famiglia d'api. Se a gennaio ne avessimo 100 a luglio agosto ce ne sarebbero 13.000, quantità intollerabile, se a maggio ne avessi 3-400 riuscirei ad arrivare a luglio-agosto con circa 2.500; per contare la varroa ci sono essenzialmente tre sistemi, uno quello di contare la caduta naturale osservando sul fondo di un cassettino precedentemente pulito ed vasellinato quanta varroa cade giornalmente, l'altro è quello di disopercolare covata da fuco con l'ausilio di una forchetta disopercolatrice estraendo di colpo le larve senza spiaccicarle e controllando la presenza di varroa. Il terzo è quello di mettere circa 300 api adulte in un vaso con acqua ed una goccia di sapone liquido, scuotere il tutto vigorosamente e controllare sul fondo si vi sono acari di varroa, 15-38 varroe vogliono dire 3100/4200 varroe nell'alveare.

Peste americana
Malattia della covata per verificarne l'esistenza tutti i telaini andrebbero scossi e verificati uno ad uno ed esaminati se sono in presenza della malattia, ci saranno le celle con opercoli scuri sforacchiati e sottoponendo le larve decomposte di colore bruno alla "prova filo" si è sicuri della malattia, ci sarà un inteso odore sgradevole.

Peste europea
Simile alla peste americana ma meno maleodorante.

Nosema
"Il mal di pancia delle api" diarrea segni fecali evidenti e maleodoranti - va a braccetto con l'acariosi, problema di respirazione dell'ape, segni evidenti sono il tremore e l'incapacità di volare, si sviluppano generalmente in inverno o in primavera in seguito ad inverni rigidi e umidi in famiglie deboli o indebolite dalla varroa sono muffe/funghi.

Micosi
Si tratta di muffe, è una malattia che colpisce il nido, la larva si pietrifica spesso si presenta bianca, a volte nera. Inverni rigidi e umidi danno il prolifare di questa muffa/fungo.

Tarma della cera
Si sviluppa prevalentemente nei favi da covata, prima di sfarfallare passa attraverso tre stadi, uovo, larva e pupa, ma non le uova. La conservazione dei telai in luoghi freddi permette di eliminare la tarma in tutti i tre stadi. Mangia la cera all'interno dell'arnia e inizia a diffondersi dal mese di Aprile/Maggio a seconda delle zone.

Scarafaggio
Gli scarafaggi Aethina Tumida si moltiplicano in numero elevato, le larve scavano tunnel e si insinuano nei favi, mangiano la covata, danneggiano il miele immagazzinato e infine distruggono le colonie infestate o causano il loro abbandono dell'alveare.

Colony collapse disorder (CCD)
In sintesi è lo spopolamento dagli alveari della popolazione adulta di api, che provoca il collasso della colonia. Questo avviene quando le api bottinatrici non fanno più ritorno all'alveare, che perde in pochi giorni uno dei suoi ingranaggi più importanti. La prima reazione della colonia è una maggiore produzione di uova da parte della Regina nel vano tentativo di ripristinare le perdite. Vano in quanto la repentina mancanza delle bottinatrici non da tempo alla colonia di sostituire le perdite. Questo è dovuto dal fatto, che le api hanno un ciclo di vita e compiti ben definiti dove il ruolo di bottinatrice può essere svolto solo dalle api adulte.

Al momento le cause che sono alla base del CCD non sono del tutto chiare, ma è stata dimostrata una stretta relazione con l'introduzione delle colture OGM e l'uso di pesticidi cosė detti neonicotinoidi, che attaccano il sistema nervoso delle api.

I neonicotinoidi vengono utilizzati in agricoltura su colture come il mais, il girasole, gli agrumi, le pomacee, le drupacee, la vite, le orticole, il tabacco, le floricole, le ornamentali, i vivai di arboree ed arbustive, la concia delle sementi di barbabietola da zucchero, del cotone e dei tuberi di patata. Questa tipologia di pesticidi viene spruzzata sulle piante, ma ne vengono anche conciati i semi.
Il contatto con l'ambiente di queste sostanze si registra poi in momenti ben distinti, durante la semina con la dispersione di parte di queste sostanze per cause meccaniche dai semi conciati e con l'utilizzo successivamente degli insetticidi sulle piante.
Questi pesticidi quindi si disperdono nell'ambiente andando a contaminare per lungo tempo la flora e la terra in prossimità delle colture trattate anche a distanze notevoli.

Le api botinatrici vengono a contatto con i neonicotinoidi principalmente attraverso due vettori:
  1. l'acqua, che le api bevono dalla rugiada delle foglie delle piante o dalle pozze, contaminate dalle polveri dei pesticidi depositate sui terreni e le piante circostanti;
  2. dai nettari ed i pollini raccolti dalle api, che contaminati vengono prima consumati in parte dalle api bottinatrici per supplire al loro fabbisogno alimentare e poi trasportati nell'alveare.
Nel caso in cui la dose di veleni non sia sufficiente ad ucciderle o stordirle tanto da farle perdere l'orientamento verso casa, ignare riporteranno i nettari ed i pollini contaminati nell'alveare innescando un lento, ma inesorabile avvelenamento di tutta la colonia che si protrae nel tempo.
Una precisazione meritano le colture OGM in cui la pianta produce dei batteri che hanno funzione "insetticida" che quindi contaminano tutta la pianta compreso il polline e nettare consumato dalla api.
Neonicotinoidi e OGM sono responsabili dell'indebolimento del sistema immunitario delle api rendendole vulnerabili a virosi ed attacchi funginei. In Germania sono state esaminate delle api che presentavano 5 diversi tipi d'infezioni contemporaneamente, un caso mai registrato prima dalla letteratura scientifica.

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